Dove finiscono i tuoi soldi mentre sono fermi sul conto
Non stanno fermi. Qualcuno li usa, li presta, ci guadagna. Non è un complotto: è scritto nei bilanci di ogni banca.
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Ogni paio di settimane mandiamo un approfondimento con lo stesso tono di questa pagina: come si legge un rendimento, come si verifica un protocollo, cosa cambia nelle regole europee. Zero promozioni mascherate da contenuto.
Qui sotto trovi come funziona, cosa esiste oltre al conto corrente e cosa può andare storto. In particolare: perché quasi tutte le alternative ti chiedono di bloccare i soldi per mesi o per anni, e cosa esiste che non lo fa. La guida è tutta da leggere, senza registrazione e senza lasciare niente in cambio.
Ogni alternativa ti chiede qualcosa
Le opzioni che ti propongono di solito funzionano, ma hanno tutte un prezzo, e raramente è scritto in grande.
Il conto deposito vincolato ti riconosce di più, ma solo se accetti di non toccare i soldi per 12, 24 o 36 mesi. Se ti servono prima, in molti casi perdi gli interessi maturati.
I titoli di Stato hanno una scadenza. Puoi venderli prima, ma al prezzo di mercato del giorno, che può essere sotto quello che hai pagato.
I fondi e le gestioni patrimoniali sono liquidi, ma hanno commissioni annue che erodono il risultato ogni anno, comunque sia andata.
Nota lo schema: quasi sempre paghi in tempo (il vincolo) o in commissioni. Raramente ti viene detto in modo esplicito quale delle due stai pagando.
Il tuo conto non è una cassaforte
Restare sul conto corrente sembra l’unica opzione che non ti chiede niente. In realtà ti chiede la cosa più grande, e non te lo dice.
Quando lasci dei soldi sul conto, la banca non li mette in un caveau con il tuo nome sopra. Li presta: a chi compra casa, a chi apre un’attività, ad altre banche.
Su quel prestito la banca incassa un interesse. A te ne gira una parte: secondo l’ABI, ad agosto 2026 il tasso medio sui conti correnti in Italia era lo 0,32%. La differenza è il suo margine, ed è il modello di business, non un abuso: è scritto in ogni bilancio pubblicato.
Il punto non è che sia sbagliato. Il punto è che quasi nessuno sa che sta succedendo, e chi non lo sa non può decidere.
Prestare contro un collaterale che vale più del prestito
Esiste un modo di prestare denaro in cui chi riceve il prestito blocca un collaterale, cioè dei beni che valgono più del prestito stesso: se chiedi 100, per esempio, ne blocchi 150. Le regole sono scritte nel software e si applicano da sole, senza eccezioni:
- Se il prestito viene restituito, il collaterale torna indietro e chi ha prestato riceve il capitale più l’interesse.
- Se il collaterale perde troppo valore, viene venduto automaticamente per ripagare chi ha prestato. Nessuna causa, nessun ufficio recupero crediti.
Questo tipo di prestito esiste su infrastrutture pubbliche costruite su blockchain: il termine tecnico è prestito sovracollateralizzato. unflat usa Morpho, uno dei più grandi mercati di lending della DeFi (il più grande è Aave), tramite vault gestiti da curator terzi, oggi Steakhouse Financial e Gauntlet.
Chi presta riceve un interesse che varia con la domanda di prestiti del momento: lo fissa il mercato, non unflat. Nessun vincolo di durata: prelevi quando vuoi.
Cosa fa unflat: ti permette di accedere a questo meccanismo senza dover imparare a usarlo. Tu vedi un’app di risparmio: aggiungi denaro con carta o bonifico tramite MoonPay o Coinbase, e i soldi che sposti nel saldo Savings fruttano ogni secondo. Sotto, la spiegazione è quella che hai appena letto.
I rischi, prima del resto
Questa è la parte che la maggior parte delle app finanziarie mette in fondo, in caratteri piccoli. Noi la mettiamo qui: se la leggi e decidi comunque di continuare, siamo le persone giuste per te.
unflat è una piattaforma tecnologica e non è una banca né un intermediario finanziario. I fondi depositati tramite unflat non sono coperti dai sistemi di garanzia dei depositi (FITD o equivalenti) e sono soggetti a rischio, inclusa la perdita del capitale. Non depositare mai denaro che non puoi permetterti di perdere.
Non è un conto bancario. Se qualcosa va storto, nessuno ti rimborsa per legge.
Il software può avere difetti. Sherlock ha revisionato il codice dell’app a luglio 2026, e Morpho pubblica gli audit dei suoi contratti. Nessuna revisione esclude ogni difetto.
L’interesse varia. Dipende dalla domanda di prestiti. Può scendere, anche parecchio, e nessuno può prometterti un numero.
C’è un rischio di cambio. I risparmi sono tenuti in USDC, una stablecoin in dollari: il loro valore in euro si muove con il cambio tra euro e dollaro.
Questa pagina ha finalità informative e non è una consulenza finanziaria.
Cosa puoi controllare da solo
Ogni app finanziaria ti chiede fiducia. Ecco cosa puoi controllare senza chiedere a noi.
- Dove stanno i soldi. unflat è non-custodial: non tiene mai il tuo denaro, che resta in un wallet che controlli solo tu.
- Quanti sono e cosa fanno. Depositi, rendimento e copertura sono pubblici sulla blockchain Base: incolla l’indirizzo del tuo wallet unflat su Basescan, il block explorer di Base.
- Chi può muoverli. Ogni transazione richiede la tua firma. Puoi esportare la chiave di recupero in Settings › Security; unflat non può recuperare il tuo wallet.
- Chi fissa il tasso. Il mercato dei prestiti, non unflat.
Chi c’è dietro
unflat S.r.l. ha sede a Milano ed è stata fondata da Alessandro Prandini (CEO) e Giacomo Dotto (COO). unflat nasce da B4i (Bocconi for Innovation) e oggi lavora con TEF (Tech Europe Foundation), in cui B4i è confluita.
Ci trovi con nome e cognome: è più difficile sparire quando ci si mette la faccia.
Fonti
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